Team Working: il Grande Equivoco
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Il termine “Team Worker” è ormai dappertutto: nei CV, nelle job description, nelle cover letter, nei colloqui, nei valori aziendali.
La conseguenza? Tutti i professionisti oggi sono team worker.
E questo perché oggi, per tutte le aziende, essere un team worker è un requisito necessario.
Ma quante realtà ne conoscono il vero significato?
Qualche paradosso per riflettere:
1) Molte aziende annunciano come loro fiore all’occhiello squadre permeate di collaborazione. Poi premiano i risultati individuali.
La tendenza che si vede è infatti quella di valorizzare con bonus, promozioni e riconoscimenti chi spicca da solo, non chi sostiene l’obiettivo comune.
Ergo, i membri dei team imparano a proteggere il proprio lavoro e a competere tra loro, vanificando la collaborazione genuina, e – alle volte – sfruttandola addirittura a proprio vantaggio;
2) Il vero leader supporta il gruppo, prima ancora che guidarlo. Ecco perché a capo di una squadra caratterizzata da team working dovrebbe esserci una persona in grado di chiarire gli obiettivi, gestire i conflitti, e responsabilizzare le risorse.
Ciò che più spesso invece si trova, è un ambiente dove i conflitti si evitano, le deleghe vengono conferite senza spiegazioni, e si applica questa sorta di democrazia apparente che è sintomo però di una leadership che in realtà non sa in che direzione andare;
3) La colonna portante del team working è la fiducia cieca nella squadra: bisogna credere che ciascun collega svolga il proprio compito, che ogni informazione venga condivisa, e che lo sforzo di ciascuno contribuisca al risultato comune. Ma allora perché spesso gli errori vengono puniti e le informazioni sono compartimentate?
4) “Team working” non è “andare d’accordo”. Non è neanche “l’aperitivo aziendale”. E nemmeno “siamo un grande famiglia”. “Team working” è impegno, confronto, responsabilità. È capacità di affrontare i conflitti in modo costruttivo. Non confondiamo la simpatia con la collaborazione!
Il termine “Team Worker” è ormai dappertutto, perché la realtà è che attrae il talento e rafforza l’immagine. Ma solamente mettendo in discussione struttura, leadership, e cultura aziendale, smetterà di essere semplicemente un termine e potrà diventare un vantaggio reale.